La loggia del leopardo

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la loggia del leopardo

La loggia del leopardo

La loggia del leopardo

Vi ricordate Happy Days la serie televisiva degli anni 70? Certo ricorderete Fonzie e Ricky Cunningham. Il motivo per il quale negli anni 70 tornarono di moda gli anni 50 è dovuto al periodo caldo legato al Vietnam ed alla contestazione. Gli anni 50 sono considerati negli Stati Uniti un periodo tranquillo ed è per questo che negli anni 70 venivano prodotti film come Grease e serie televisive come Happy Days, per tranquillizzare gli animi esacerbati di quel periodo. Nella serie Happy Days il personaggio interessante secondo me è il Sig. Cunningham, ed in particolare il club del quale faceva parte “La loggia del Leopardo”. Ultra quarantenne, titolare di una ferramenta, il Sig, Cunningham di tanto in tanto negli episodi indossava il suo cappello leopardato e raccontava storie del suo club. Quel telefilm mi ricorda moltissimo gli incontri che si fanno oggi presso le varie aziende o nelle fiere di settore. Molti di questi incontri sono brandizzati dall’azienda e mi fanno pensare alla loggia del leopardo con il loro caratteristico cappello leopardato.

Le moderne loggie dei decoratori

Ogni azienda tenta nel mercato di oggi di fidelizzare l’artigiano/applicatore. Tutte offrono corsi, incontri cadenzati, gruppi Facebook, gadget, etc.. In cambio di tutte queste cose il decoratore diventa di fatto un promotore importante del brand scelto. Si diventa di fatto un po settari proponendo solo ed esclusivamente la gamma di prodotti di una determinata azienda, di contro si possono ottenere agevolazioni e qualche cliente. In tutto questo dimenarsi vedo soltanto una battaglia sulla vendita del prodotto, perdendo di vista la qualità del servizio da offrire nel suo insieme. Va notato e segnalato che i prodotti decorativi di quasi tutte le aziende sono di fatto identici, sia nella composizione che nell’effetto finale e spesso provengono dallo stesso grossista. Spesso anche i nomi si somigliano e sono fonte di diatribe, Giorgio Greasan ad esempio inizialmente chiamò il prodotto “Colore e Gioia” “Colore e Luce”. Questo provocò il risentimento della Baldini che aveva già un prodotto simile chiamato “Luce”. Il risultato fu che Graesan dovette modificare il nome del suo prodotto e ritirare le latte ed i campionari già usciti.

Artigiano o promotore di prodotti decorativi

Le aziende produttrici sono, come è giusto che sia, dei validi partner. Questo però non deve snaturare il mio essere artigiano e decoratore d’interni. Il mio lavoro è quello di proporre un servizio qualificato che va dalla scelta del prodotto migliore, alla cortesia nei confronti del committente, alla corretta posa del prodotto scelto. Nel mio caso mostro sempre al committente le diverse differenze tra prodotti commerciali e prodotti di nicchia. Sarà il committente a scegliere quello che fa al suo caso. Proporre soltanto una marca mi sembra riduttivo della mia competenza, anche se per alcuni può essere una strategia commerciale efficace.

 

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