Contro chi siamo in guerra

Contro chi siamo in guerra. Lo spettacolo poco edificante dei nostri politici che si azzuffano è solo la premessa. Il nemico non è soltanto il Covid-19 ma soprattutto chi vuole speculare sulla situazione che si è venuta a creare. Ormai è chiaro a tutti che i malati o i morti sono soltanto un numero, gli applausi commossi in Parlamento sono una mera farsa politica. Si applaude e subito dopo si pensa a come venirne fuori vincenti.

“Non vogliamo disertare” detto prima dalla Meloni e successivamente da Casini, sono un insulto a chi in queste ore sta lavorando sul campo. Vogliono tornare in Parlamento soltanto perché sanno bene che la partita economica si gioca ora, nelle ore dell’emergenza dove tutto si può fare. Verranno messi sul piatto valanghe di soldi e tutti ne vogliono essere travolti. Lo abbiamo visto in queste settimane chi ha i soldi fa per primo i tamponi anche senza sintomi, oppure elude con abilità le direttive del governo per prendere il suo jet privato pronto in pista.

Il dado è tratto. Una volta che ci si è assuefatti al numero sempre crescente dei contagiati, al pendolarismo dei cadaveri, si volta pagine e ci si batte per l’unico vero Dio: il denaro. Bonus Baby sitter, Bonus 600€, io voglio di più e a noi ci spetta qualcosa di meglio. Le persone intanto muoiono e le mascherine non arrivano. 

Anche a livello locale, nel mio Municipio, ci si preoccupa di farsi vedere all’opera come in campagna elettorale postando qua e la su Facebook articoli sul buon operato dell’amministrazione. Egregi signori questo non è il momento di facili personalismi ma serve lavorare bene è assai. Ogni partito o movimento rivendica la sua vicinanza alla gente ma siete distanti, siete molto distanti dalle persone comuni. Su questo almeno il Papa si è ricreduto, smentendo con immediatezza la CEI. Un prete che non si mette a disposizione in questa situazione, è pari solo ad un politico che pensa a come salvaguardare il suo operato prima della vita delle persone.

Mettetevi comodi siamo solo all’inizio

Si mettetevi comodi perché non sarà una cosa di qualche settimana come dice Mr Trump, ci vorranno mesi come in Cina e comunque non sarà lo stesso mondo che conoscevano. “Impara presto che io non campo sempre” mi dicevano da ragazzino in cantiere, ed è proprio quello che ho imparato a fare. Prendere coscienza dei fatti e trovare una soluzione. I fatti sono che la guerra è economica e che i nostri politici sono pronti al sacrificio di molti a beneficio dei pochi. “Uno vale uno” ma io valgo sempre più di te: questo è il concetto cardine.

Le mascherine sono soltanto la scaramuccia iniziale, i broker sono ovunque. Durante ogni conflitto c’è sempre chi si arricchisce, perché chi deve acquistare nell’emergenza e costretto dalle circostanze è disposto a spendere cifre assurde. Noi siamo disposti a spenderle e il broker, l’azienda, il politico, lo sanno benissimo. In questi giorni sono tornati in auge nomi che non sentivo da anni e che credevo ormai storia antica, Monti, Tremonti, Draghi, etc.. Tutti si sono proposto come salvatori della Patria, anche se tutti sappiamo che l’anno svilita, svenduta e che cercheranno di farlo ancora.

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