DECORAZIONE D'INTERNI ROMA
Quando il mestiere è tramandato di generazione in
generazione
di Massimo Lattanzi
Il fare artigiano è di casa nella famiglia Lattanzi.
L'amore per la pittura e la decorazione d'interni fa parte
di quei segreti che si tramandano di famiglia in famiglia:
storie di mestieri che si mescolano al sangue dei
discendenti, che entrano nel DNA.
Nella seconda metà del 1800 Vincenzo Finocchioli, il mio
bisnonno, aveva una bottega artigiana che applicava diversi
tipi di stucchi decorativi. A un certo punto, il
cambiamento. Arrivò un lavoro inaspettato: la realizzazione
di una copia dello stemma reale, chiesta da ignoti
committenti. E fu subito fama. Vincenzo comprò un terreno
fuori Roma, vicino all'attuale Metro Battistini (Roma
all'epoca si concentrava ancora intorno al centro storico,
il resto era tutta campagna). Strano, ma siamo tutti rimasti
legati a quel quartiere, me compreso. Abitava e lavorava a
Via Goffredo Mameli: come per la maggior parte della gente a
quei tempi, casa e bottega erano tutt'uno. Poi però costruì
casa sul terreno precedentemente acquistato, trasportando i
materiali con un calesse. Morì nel 1930 trasmettendo al
genero Gualtiero Lattanzi la passione per questo mestiere. A
dire il vero mio nonno non ebbe altrettanta fortuna. A suo
figlio Alvaro invece, mio zio, le cose andarono
diversamente: grazie ai contatti con il nonno, dal quale
apprese i segreti dell'artigianato decorativo, aprì nel
dopoguerra un'impresa di decorazione che fu chiusa quando
morì. Era il 1957.
I suoi fratelli proseguirono nella stessa direzione: mio
padre Vincenzo, zio Mario e zio Sergio continuarono la
tradizione di famiglia. Ho iniziato a lavorare con loro fin
da bambino. Papà mi portava sempre con sè: lo aiutavo ad
alleggerire le fatiche di mamma, occupata con le mie tre
sorelle più piccole. In quel modo mi affacciavo precocemente
nel mondo dei grandi. Del primo cantiere ho un ricordo molto
nitido: era in via Lattanzio, nel quartiere Balduina. Avevo
solo otto anni ma ricordo benissimo quel mese passato a
rubare le conoscenze di papà in quel posto magico. A 15 anni
lavoravo già come apprendista a tempo pieno. A diciotto, con
orgoglio, iniziai a fare da solo piccole tinteggiature e
verniciature finche, a ventitre anni, arrivò il primo lavoro
importante: una ristrutturazione.
Mi accorsi allora di essere il testimone vivente della
tradizione artigiana di casa Lattanzi... Una tradizione che
intendo onorare e rispettare.





